Ora un'ampia strada comunale raggiunge il piano e a sinistra scopriamo la Chiesa Parrocchiale di S. Giovanni Evangelista di Villaretto. 
Parrocchiale di S. Giovanni Evangelista di Villaretto
Questa chiesa sorge su una precedente molto rovinata e cadente. Nella primavera del 1893 cominciò la costruzione col disegno e sotto la direzione dell'Architetto Gastaldi Giuseppe di Luserna che prestò gratuitamente l'opera sua. Nel 1874 fu benedetta dal Teol. Banchio. 
La Chiesa di per se non raccoglie importanti caratteristiche architettoniche, ad eccezione degli affreschi e delle tele.
 Infatti, questa chiesa fu affrescata dal pittore Borgna Giovanni di Martignana Po (figurista) e dal pittore Marchini di Torino (ornanista). 
La volta, dipinta con maestria dal pittore, raffigura il santo titolare Giovanni Evangelista, salire in cielo con il suo Vangelo, attorniato da una schiera d'angeli; all'incrocio degli archi i quattro dottori della chiesa. 
Ai lati dell'altare Maggiore due grandi Affreschi rappresentano: l'ingresso trionfale di Gesù in Gerusalemme e la Cena Domini. 
Sopra l'altare, la Crocifissione di Nostro Signore.
Entrando, a destra, scorgiamo la tela dedicata a S.Antonio ed a sinistra quella delle anime del Purgatorio.
Nel 1876 avvenne un episodio, che fruttò qualche dispiacere all'ottimo Pievano. 
Accanto alla nuova Chiesa si era costrutto il campanile, ma solo fino all'altezza della Chiesa, essendosi presa la risoluzione di conservare ancora l'antico per qualche tempo, per non far debiti.
Una sera il sacrestano, senza pensare all'imprudenza che commetteva, diede il fuoco ad alcuni nidi di calabroni, che si trovavano sul vecchio campanile, per dar la morte a questi pericolosi insetti.
Nella notte il fuoco, dopo aver covato qualche tempo, si svolse attorno ai vecchi legnami della torre, che abbracciò interamente, dimodochè caddero le scale, i soppalchi e precipitarono anche le campane.
Qualche maligno volle asserire che ciò fosse stato fatto appositamente dal Pievano, per attenere la cooperazione dei fedeli a far subito il nuovo campanile, ed egli ne ebbe vivo dolore.
Però la maggioranza dei Parrocchiani non raccolse la maligna, insinuazione, e, per compensarlo del dispiacere avuto, concorse alla nuova, opera colla massima generosità.
In meno d'un anno gli fornì seimila lire d'offerte, colle quali si fece il campanile, e gli si provvidero le nuove campane.
da: Memorie Storiche del Teologo G. CAVALLOTTI (1895)